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blog di francesco latteri - scholten
Donald Trump: un nuovo (e più cristiano) indirizzo giurisprudenziale alla Corte Suprema.
post pubblicato in giustizia, il 20 novembre 2016

Istituita il 24 settembre 1789, tre mesi dopo la presa della Bastiglia in Francia, con primo Presidente John Jay in carica già due giorni dopo, la Corte Suprema è la più importante istituzione degli USA per l'indirizzamento sociale e morale degli States e sovrasta in questo allo stesso Presidente. Mentre gli americani infatti hanno conservato al potere giudiziario ordinario tre caratteri distintivi - 1) il giudice può pronunciarsi solo in caso di contestazione; 2) può occuparsi solo di un caso particolare; 3) può agire solo se adito; - la Corte Suprema ha un posto più alto di ogni altro tribunale esistente sia per la natura che per la specie dei soggetti alla sua giurisdizione. L'origine di ogni potere negli USA è infatti la Costituzione e la Corte Suprema è perciò investita del diritto di decidere di tutte le questioni di competenza ed è l'unico tribunale delle nazioni. Il suo ordinamento è giudiziario, ma le sue attribuzioni sono quasi interamente politiche: 9 giudici, di cui il Presidente è nominato direttamente dal Presidente degli USA, giudicano della 


interpretazione delle leggi e dei trattati e di tutte le questioni inerenti lo Jus Gentium. La Corte Suprema è il “gestore” dell'origine di ogni potere e nelle sue mani sono la Pace, la prosperità e l'esistenza stessa degli States. Il potere dei suoi giudici è illimitato, ma è un potere anzitutto morale. Due esempi concreti: nel 1977 la sentenza Roe vs Vade ha legalizzato l'aborto azzerando le leggi di 46 Stati; nel 1998 la sentenza Hustler vs Falwell ha difeso la libertà di espressione. A ragione perciò essa è stata il più importante e combattuto oggetto del contendere della campagna elettorale tra Hillary Clinton e Donald Trump, come di tutte le campagne elettorali USA: si tratta infatti di dare all'esito politico la sua concrezione in indirizzo sociale e morale. Ed un ruolo assai significativo, anche se taciuto dai media, ha avuto nelle ultime elezioni la realtà religiosa degli USA e Donald Trump deve la sua elezione anche ad un suo forte impegno in campo 


cristiano (non solo cattolico) per il suo dichiarato impegno “pro vita”. Nella sconfitta della Clinton ha giocato invece un ruolo anche l'ennesima prova, a pochi giorni dal voto, della sua vicinanza al satanismo. Se il capo della Conferenza Episcopale americana l'Arcivescovo Joseph E. Kurtz di Louisville, Kentucky, ha subito salutato con festosità l'elezione di Donald Trump, il Presidente in pectore ha già più volte confermato di voler tener fede agl'impegni presi, ovvero ha ripetutamente assicurato la nomina alla Presidenza della Corte Suprema di un giudice “pro vita”. Del triplice movimento secondo il quale l'essere umano svolge il suo agire secondo le sue tre inclinazioni fondamentali – conservazione, fecondità, persona – il secondo, la fecondità è adesso ricondotto più vicino all'alveo della grande tradizione valoriale cristiana e con esso anche gl'altri due. Il progetto di Hillary Clinton di concedere l'aborto sino all'ultimo minuto prima del parto è definitivamente abortito. La Corte Suprema, attualmente presieduta da John G. Roberts, contava sino alla morte di Antonin Scalia, conservatore, 4 giudici progressisti ed altrettanti conservatori, ma Obama ha imposto – fuori dalla prassi che solitamente lascia in questi casi l'incombenza al nuovo Presidente – la nomina del progressista Merrick Garland, che deve essere ratificata dal Senato che però è a maggioranza repubblicana ed ha lasciato l'incombenza al dopo elezioni. L'equilibrio che con Garland si sarebbe spostato a sinistra ora si sposta decisamente a destra con il Presidente nominato direttamente da Donald Trump più un probabile altro sostituto a Scalia. In ogni caso il cambio di corso è assicurato.
francesco latteri scholten


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