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blog di francesco latteri - scholten
Il "femminicidio" ovvero 50 anni di politica antiConciliare.
post pubblicato in società, il 31 dicembre 2012

 Madre Teresa di Calcutta, che avrebbe dovuto essere innalzata al cardinalato, fu lasciata suora. In compenso, dal 1980, in segno di progresso, un Concilio di fatto abortito è stato insignito dell'essere "fonte vincolante" del diritto canonico. La donna è già stata - e rimane - esclusa ed eliminata, il "femminicidio" è già stato compiuto e resta tale.


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Quando la messa disertata è segno di cristianità autentica.
post pubblicato in società, il 28 dicembre 2012

 "Con gli sguardi e con le mini fomentan gl'assassini", così alcune delle estrinsecazioni da caserma - ed in paese si vocifera appunto che sia un ex militare - di don Piero Corsi, parroco di San Terenzio a Lerici. C'è poi la questione del volantino sul femminicidio, appeso nella bacheca della parrocchia, in cui dalle estrinsecazioni si evince tutta una tesi. Chiesa però sono anche i fedeli che bene hanno reagito disertando la messa. Chiesa però è anche la gerarchia ed il Vescovo 


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Un Natale Buono per pagani e cristiani.
post pubblicato in attualità, il 22 dicembre 2012

 E' il day after al solstizio d'inverno, la morte del Sole, il giorno più corto. E' da sempre giorno di festa per l'umanità intera a tutte le latitudini ed in tutti i contesti socioculturali e religiosi: il "più buio", l'oscurità più fonda, è terminata, ed il tempo volge alla Luce. Ed in tutti i tempi e le religioni per il Profeta era segno particolare la nascita coincidente con quella del Sole


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Povertà e secolarismo
post pubblicato in società, il 13 dicembre 2012

La povertà, intesa come frugalità, ma anche quale semplicità del vivere e, più ancora, quale semplicità dello Spirito, già nell'antichità era indicata come meta, come traguardo del saggio vivere tanto negl'ambienti giudaici, quanto in quelli della classicità greca. In essa matureranno nello stoicismo, ma anche - perlomeno
 


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Elezioni: spada di Damocle sui Buoni del Tesoro. Mai successo prima.
post pubblicato in politica, il 10 dicembre 2012


Non era mai successo prima. Neppure negl'anni più bui della "Prima Repubblica": nel 1978, Giulio Andreotti si era dimesso il 16 gennaio per formare un nuovo governo l'undici marzo; nel 1979, sempre Andreotti, si era dimesso il 31 gennaio per formare un nuovo governo il 20 marzo e, non ottenuta la fiducia alle Camere, il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, aveva sciolto le Camere il 2 aprile. Sono gl'anni del terrorismo nero e rosso e del sequestro e dell'assassinio di Aldo Moro. Nel 1992 le elezioni si erano tenute il 5 e 6 aprile. Il 20 novembre 1991 era stato chiesto l' "impeachment" per il capo dello Stato, Francesco Cossiga, perché aveva rifiutato la proroga per 45 istruttorie in corso per stragi, terrorismo e mafia. Il 17 febbraio 1992 era stato arrestato Mario Chiesa, presidente del "Pio albergo Trivulzio" ed iniziata "Tangentopoli". Nel 1994 Ciampi si era dimesso il 13 gennaio e le elezioni indette per il 27 - 28 marzo. A monte c'è "Eni-Mont". Da osservare che in tutti i casi i governi in carica avevano davanti a sé ancora una buona parte della legislatura, pur trovandosi ormai in situazioni insostenibili. La caduta del Governo era sempre stata procrastinata a dopo le feste natalizie anche da tutti i "benintenzionati". C'era un motivo ed assai grave: mai si era fatta coincidere l'usuale data delle aste dei Buoni del Tesoro con campagne elettorali, proprio per sottrarle ad un ulteriore condizionamento. Adesso  non solo si fa il contrario, ma lo si fa nei confronti di un Governo il quale avrebbe comunque terminato il proprio mandato solo un mese dopo: a marzo. L'esito è un reciproco pesante condizionamento, dell'economia nei confronti della politica e viceversa, che persino la peggior politica degl'anni peggiori e più oscuri aveva sempre evitato. Le dichiarazioni di don Silvio hanno già affossato lo spread, immediatamente crollato di oltre sessanta punti a 360, anche se non è stato ancora raggiunto il record di 600 punti dell'anno scorso che costrinse don Silvio al forfait. L'andamento dell' "Image" dell' Italia all'estero è immediatamente andato di pari passo con lo spread. Come potrà andare l'asta dei Buoni del Tesoro, entrata fondamentale ed imprescindibile per lo Stato? E' possibile, e soprattutto lecito tanto accanimento nei confronti dell'Italia?
francesco latteri scholten.

Bersani a palazzo Chigi, Monti al Quirinale?
post pubblicato in politica, il 6 dicembre 2012


Di certo ormai ci sono delle ipoteche e forti anche. C'è anzitutto l'affluenza di elettori alle "Primarie" del PD e la vittoria con un bel oltre 60% e con un Renzi antagonista che con il poco meno del 40% è proiettato comunque alla dimensione nazionale, a testimonianza della vivacità e della dinamica interna allo schieramento del centrosinistra. Ma non c'è solo una base elettorale e politica, c'è ben altro. A rivelarlo è stata l'ultima edizione de "l'infedele" con ospiti diversi tra i più rappresentativi dei banchieri italiani, presenti tra gl'altri Geronzi - notoriamente vicino al Vaticano - "banchiere di sistema" come lui si definisce, "broker" come si è - in altro luogo - affrettato a dichiarare Carlo De benedetti, a sua volta ed a suo tempo indicato in ambienti di vertice PdL come tesserato numero uno del PD. Molti di loro hanno apertamente dichiarato di aver votato Bersani alle primarie, altri si sono mostrati comunque favorevoli. Il punto della situazione all'estero è stato fatto dall'autorevolissimo "Financial Times" in un recentissimo articolo: bene Bersani a palazzo Chigi purché non si distanzi troppo da quanto fatto da Monti. Si tratta del resto di una posizione alquanto similare a quella di uno dei più importanti quotidiani italiani: "La Repubblica". La risposta alla domanda posta nel titolo sarebbe dunque affermativa. Un ulteriore ma non indifferente puntello verrebbe proprio dall'alternativa: un centrodestra più egemonia di Grillo. E' un'ipotesi che fa rabbrividire sia il Vaticano che vasta parte del mondo economico finanziario e dell'elettorato che intorno ad esso gravita.
francesco latteri scholten.


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"Cinquant'anni di vita italiana" nel diciannovesimo della presentazione
post pubblicato in economia, il 2 dicembre 2012

Due anime albergano fin da principio nel grembo dell'economia italiana. L'una riconosce nello Stato, nella programmazione economica da parte dello Stato, nella gestione di imprese da parte della mano pubblica, la soluzione del problema della produzione della ricchezza e della sua distribuzione secondo principi di equità. L'altra assume che compete ai pubblici poteri dettare regole generali che orientino l'iniziativa dei singoli al soddisfacimento dei bisogni della collettività e degli individui". Ed ancora: "La corruzione più grave, la più pervasiva, è stata quella che ha portato alla formazione di leggi nate dal contratto tra forze politiche di diversa ispirazione


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